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L’Edgerank: l’algoritmo da cui dipendono le nostre vite… O almeno, le nostre vite sui social ;-)

Mettiamoci nei panni di un utente X iscritto a Facebook da pochissimo tempo: probabilmente avrà una decina di amicizie, seguirà un paio di pagine e magari non farà ancora parte di qualche gruppo. Ogni volta che si collegherà al social, riuscirà a vedere “tutto di tutti”, e cioè sul proprio news feed, ogni volta che si collegherà, vedrà tutto quello che i suoi amici e le pagine seguite pubblicano.
Con il passare del tempo la quantità di amici, di pagine e di gruppi da seguire aumenterà notevolmente e diventerà impossibile riuscire a vedere tutto quello che verrà pubblicato da ognuno.
Il nostro utente X vedrà solo alcuni contenuti e non tutti… chi decide quali?
Facebook! Attraverso l’Edgerank: un algoritmo in continua evoluzione che ha lo scopo di decidere quali contenuti devono apparire nel flusso di notizie di ogni utente sulla base di quello che, secondo il social, può essere più interessante per l’utente stesso.

Mettendoci ora nei panni di un gestore di una pagina, diventa fondamentale partire dal presupposto che non tutti i fan vedono tutto quello che pubblichiamo, anzi, al crescere del numero di fan diminuisce la portata organica del post. In altre parole, la percentuale del numero di persone che vede un post pubblicato da una pagina diminuisce al crescere del numero dei fan.

Cerchiamo dunque di capire insieme da cosa dipende il valore di importanza attribuito dall’algoritmo ad ogni singolo contenuto immesso sul social e cosa fare e cosa non fare per essere sicuri che un post abbia effetto.

Gli elementi chiave su cui si basa l’algoritmo di Facebook sono:

edgerank

  • Affinità: a seconda degli interessi espressi dagli utenti (interazioni con contenuti pubblicati degli amici, like dati a pagine e post, interessi indicati nelle informazioni personali) saranno visibili contenuti affini, di modo da rendere il newsfeed un insieme di contenuti che ci permettono di raggrupparci attorno ad un limitato numero di abitudini ed interessi: una nicchia!
  • Peso: post contenenti tipologie di contenuto con peso maggiore, quali video, immagini e link, sono avvantaggiati rispetto a like e aggiornamenti di stato. Fondamentale, per qualsiasi contenuto immesso sul social, è riuscire ad ottenere un alto numero di engagement (numero di condivisioni, commenti e like) per avere una maggiore visibilità. Maggiori sono le interazioni con gli utenti, dunque, e meglio è!
  • Tempo: il valore assegnato ad un post crescerà al crescere del tempo di vita del contenuto. Partiamo dal presupposto che una notizia vecchia avrà meno possibilità di essere vista rispetto ad una recente; se riusciamo a fare decadere la nostra vecchia notizia più lentamente avremo più visibilità: ottima cosa, ad esempio, ottenere un like o un commento dopo qualche giorno dalla pubblicazione del post.
  • Capacità di connessione: questa è una della ultimissime novità (ottobre 2015). Facebook riesce a capire il livello di connessione ad internet del dispositivo che si sta utilizzando e propone contenuti “su misura”. Ciò significa che se la connessione è lenta si vedranno post contenenti perlopiù foto, mentre se la connessione è veloce saranno visibili molti più video.

Quali sono quindi i post che avranno maggior successo, alla luce di quanto abbiamo appena detto?

  1. like facebookPost con molte condivisioni, commenti e mi piace, soprattutto se ricevuti in un breve periodo: ciò vuol dire che il contenuto di quel post è particolarmente apprezzato, Facebook di conseguenza gli darà maggiore visibilità.
  2. Post nuovi, originali, di qualità che contengono link che non sono mai stati postati in precedenza: il social premia chi non è ripetitivo e scontato… quindi via libera alla fantasia!
  3. Post che fanno riferimento ad un trending topic, e cioè ad un tema di attualità di cui in quel momento si sta parlando molto. Ovviamente è fondamentale trattare il tema in modo corretto ed evitando gaffe… in rete si trovano svariati esempi di trending topic cavalcati in modo tutt’altro che producente.
  4. Post che taggano nel testo altre pagine.
  5. Post contenenti video caricati direttamente su Facebook: in futuro Facebook punterà sempre più sui video, di conseguenza darà meno visibilità a quelli caricati prima su altre piattaforme, ad esempio Youtube, e poi condivisi sul social rispetto a quelli nativi su Facebook stesso.
  6. Post provenienti da pagine che hanno compilato in modo completo la sezione “informazioni”.
  7. Post con tipologia di contenuti preferiti dal singolo utente: se per esempio una persona ha traffico internet limitato e di conseguenza si sofferma di più su post contenenti foto piuttosto che video, Facebook riesce a capirlo e col tempo gli proporrà sempre più foto e meno video.

Qualche azione da evitare assolutamente, per evitare di essere penalizzati dall’algoritmo?

  1. Mai creare post contenenti link di spam, o link fasulli che portano a siti poco attendibili o non attinenti con il contenuto del post stesso: questo fa diminuire inevitabilmente la fiducia dell’utente verso il brand e di conseguenza Facebook ne riduce la visibilità.
  2. Evitare di pubblicare post contenenti solo testo, senza nessun tipo di immagine, né foto né video: Facebook punta ad essere un canale sempre più visivo… muoviamoci di conseguenza! 😉
  3. Non pubblicare post vecchi, visti e rivisti più volte sul social.
  4. Mai mai mai pubblicare post che contengono nel testo le parole “mi piace”, “commenta” o “condividi”, ad esempio: se hai gli occhi verdi clicca mi piace, se hai gli occhi azzurri commenta, se hai gli occhi marroni condividi. Facebook interpreta questo tipo di testo come post creato ad hoc per creare interazioni, e lo mette di conseguenza in una posizione di svantaggio.
  5. Post che vengono segnalati o nascosti dagli utenti (perché inappropriati, volgari o sgradevoli) verranno notevolmente penalizzati dal social.

interazioni facebookTirando le somme… su Facebook è fondamentale dare priorità a contenuti originali, rilevanti ed utili per l’utente, che lo coinvolgano e lo stimolino alla relazione: è meglio avere un pubblico meno numeroso in termini di quantità di fan, ma con maggiore interesse nella pagina, che sia più propenso a condividere e commentare. Consigliabile è l’utilizzo di diversi contenuti, video, foto, link esterni, per valutare quale tipologia è la preferita dal target di riferimento.
Ultimissimo consiglio ai gestori di fan page: interagire con gli utenti! Ringraziare per le recensioni, cercare di capire il motivo di eventuali critiche, rispondere ai commenti… insomma, essere presenti per i propri fan!

Ovviamente l’Edgerank, come tutto quello che riguarda social e sistemi all’avanguardia, è in continua evoluzione e Facebook studia costantemente il modo per migliorarlo a seconda di nuove tendenze e/o evoluzioni tecnologiche.